Ragnarok. Crepuscolo degli dei.
"Quel giorno Fernis avrebbe distrutto le sue catene; e Midgard, destato dal corno di Heimdall, avrebbe riaperto i suoi occhi... "
Il mito romantico della caduta dei grandi. Coloro che furono tutto e si annullarono nel nulla.
Goethe e Wagner mi sorridono compiaciuti. Ricambio il sorriso.
Stanno giocando con la mia seppia. Loro non cadono.
Romanticide. Il tramonto sul mare del nord. Il sole di mezzanotte.
La favola reincarnata in arte della natura.
Luci e colori racchiusi in emozioni, incatenate in acqua e ghiaccio.
Poesia di luoghi.
Cazzate. Gli dei non cadono. Sono crudeli e spietati.
Una mano divina straccia l'incanto dipinto su quella tela nordica dalle mille emozioni.
Un pugno spezza una lastra di vetro nero e i frammenti scintillano di illusioni.
La guerra non è finita e i grandi continuano a combattere prima della caduta.
Ho una mentalità scientifica.
Il mondo è azione e reazione. Chimica dei comportamenti umani.
Spasmi elettrici associati banalmente a pensieri percorrono noi tutto il tempo e ci rendono pensanti.
Considerandola in questo modo la vita diventa un circuito logico bacato dal seme dell'illogicità.
Proseguiamo col ragionamento: logico e illogico collidono. Ipotesi chimica scartata, facciamo i mistici allora.
Flussi.
Azione e reazione sono carreli di un ottovolante le cui rotaie sono i flussi: correnti mistiche cheregolano l'andamento della nostra vita.
L'imprevedibile è l'illogico è un flusso che esce dal suo percorso.
Errato ancora: controllando se l'ipotesi soddisfa tutti gli elementi del problema da analizzare ci accorgiamo che manca quello più importante.
Capacità decisionale. Rifo.
Torna il romanticismo. Si insinua nella mente cercando di porre la sua risoluzione del problema ma non lo vogliamo.
Né io né la mia seppia.
Anzi proprio lei mi fa notare che a questo punto si insinua un discorso di vita, di mondo, di persone che attende stipato nelle celle di memoria di una memory card.
Vorrebbe uscire, basterebbe un copia incolla...
Cedo. E romanticismo sia. Ragnarok.
La vita è magia. Non quella da cappelli a punta.
Magia di un tramonto, magia di una sensazione, di un paesaggio.
Non pensiamo perchè risultati di reazioni chimiche, ma creiamo reazioni chimiche col pensare.
Com'è possibile? Magia.
Azione e reazione esistono. Come sono legate? Magia.
E' possibile prevederle? Si, grazie alla conoscenza esatta dei flussi.
E come?
Beh, sapete la risposta a questo punto.
Ancora una volta. Prendiamo le sudate carte. Esaminiamo i dati: ci sono tutti.
Teorema: la magia regola la vita.
Corollario: eroe tragico è colui al quale sfugge il controllo della magia.
Ecco lo sapevo che il romanticismo mi avrebbe portato fuori strada.
Si ok la magia, siamo tutti belli e bravi, lei mette a posto tutto, col cazzo.
Hic stantibus rebus dovremmo essere tutti dei per accettare l'ipotesi dell'esistenza della magia.
La magia è grande e potente. Non è possibile che tutti la possano controllare.
Infrangiamo ancora una volta la scena idilliaca.
Sulle nuvole indossiamo calzari di piombo.
La magia è. E' composta da flussi. I flussi generano il meccanismo azione-reazione.
Noi esistiamo. La nostra causa di esistenza è qualcosa.
Natura, evoluzione, Dio, alieni, casualità. A voi la scelta.
L'importante è chiamarsi Ernesto.
Ognuno deve poter chiamare se stesso Ernesto: siamo tutti seduti nel cerchio di una clinica di riabilitazione per drogati.
A turno diciamo la nostra esperienza.
"Si io ho abusato della magia. La mia arroganza mi ha portato a pensare di conoscerla e poterla manovrare a mio piacimento, ma mi sbagliavo.
Mi credevo grande e non lo ero.
Ora ne pago le conseguenze, ma voglio uscirne, voglio tornare a guardarla con rispetto. Apprezzare quello che mi dona, la vita che crea e mantiene."
Si alza un'altro.
"Io invece l'ho sottovalutata. Pensavo che non mi servisse. Pensavo di poter vivere da solo, pensavo di essere talmente grande da non averne bisogno. Mi sbagliavo. Ora ne pago le conseguenze. Voglio uscirne."
La caduta degli dei. Perchè?
Perchè il mondo non basta.
L'impulso umano tende a spingerci a volere il meglio.
Impieghiamo tutte le nostre forze per ottenerlo, tutte la nostra crudeltà per piegare gli altri e costringerli a darcelo.
IL MEGLIO NON BASTA.
Lo raggiungiamo. Succhiamo il suo nettare.
Ma il meglio non aspetta e una volta raggiunto scappa di nuovo.
Torniamo in corsa. Piede sull'acceleratore lo inseguiamo. Vento gelido negli occhi.
Nervi tesi. Muscoli distrutti. Rabbia in corpo. Accelero Accelero Accelero Accelero Accelero Accelero.
Più accelero più la rabbia sale. Salendo si estingue. Estinguendosi genera un flusso. Il flusso genera rabbia.
Tutto ciò è assurdo, malato, marcio, vomitevole e rivoltante. L'impulso umano tende a farci cercare SEMPRE il meglio.
La malattia di questa affermazione sta nel fatto che apparentemente non c'è nulla di male in questo.
Invece è il nostro essere umani il male assoluto. Alberga in noi ma non siamo lui.
L'impulso umano tende a spingersi verso il meglio e in questa pulsione ci macchiamo dei più efferati comportamenti.
Nausea di disgusto.
Pessimismo il profumo della vita. Se siete di quelli ottimisti, che vedono il meglio in tutti non dovevate arrivare a leggere fin quà.
"Potevi dircelo prima..." - Obbietterete.
Fatti vostri, nessuna ha mai detto che io sia buono.
L'importante è farlo credere.
Altro punto fondamentale: la credenza.
Non ho sbagliato.
Nella credenza stanno i pezzi di pane marcio andato a male.
Generano farfalline. Grigie, non hanno niente di bello.
Anzi le temi: le temi perchè sai che dal nulla apparente del pane si sono generati degli orridi esseri viventi.
Horrible beauty.
Si perchè la vita che si genera dal nulla non è orribile, è stupenda!
Noi siamo vita generatasi/creata dal nulla. Noi siamo orribilmente belli.
Belli di concezione, orribili nel divenire.
Sempre il pessimismo. Ci ha rotto ormai. Basta col romanticismo tragico.
Di a Wagner di smettere di suonare e continuare a giocare con la seppia.
Basta, cazzo!, basta.
Provaci. Dire massì oh cazzo è facile.
Dire si tutto passa, cazzo è facile.
D'altronde anche dire m'impegno per fare, per ottenere, cazzo è facile.
Dire plasmo il mondo a mio volere è facile. Poi però il mondo non basta.
Poi hai qualcosa e cerchi il meglio.
E lo raggiungi e cerchi qualcosa. Non sai cosa ma la cerchi pur avendo tutto.
E finisci con l'iniziare. Inizi a fare pensieri cupi. Finisci col realizzarli.
Cazzo, basta.
Tutto questo perchè. Legge del tutto e nulla.
Puoi dire quello che vuoi del mondo, puoi pensare quello che vuoi delle persone, dei fatti, della storia.
Puoi e non puoi. Provi e non provi. Ottieni.
E cosa rimane alla fine? Cosa rimane delle milioni di filosofie esistenti nel mondo e tutte in contraddizione tra di loro?
Chi è così folle da volersi arrogare il diritto di dire cosa è giusto e cosa no?
Chi leggendo quanto scritto sopra ha pensato "ma che cazzo dice questo?".
Chi lo ha fatto si colloca tra i folli che si permettono di giudicare gli altri.
Lo dico e lo nego.
Chi giudica è folle. Nessuno deve permettersi di giudicare chiunque altro poiché nessuno è migliore degli altri. Se lo crede è folle.
Se lo è è Dio.
Eppure chiunque giudica. Io giudico, tu giudichi, egli GIUDA.
Egli è sempre giuda. Pronto a tradirti.
Alla fine leggendo tutto questo potreste avere varie reazioni, a seconda del flusso mistico che tirava dalle vostre parti mentre leggevate.
Ma sappiate che se leggendo tutto questo non sarà cambiato nulla, ALLORA potrò dire di aver raggiunto il mio scopo.
Tutto cambia affinché nulla cambi.
Sono le 2:34. Non è colpa mia. E' solo che la notte penso. Troppo.