martedì, 30 ottobre 2007

Mugen

Se anche voi, come me, avete mosso i primi passi nel mondo dei pc negli anni novanta, saprete che M.U.G.E.N. è un motore per la creazione di picchiaduro in 2D, grazie al quale ai tempi si sono potuti rivivere combattimenti tra personaggi di tutte le serie più famose di anime e manga (e non solo).

Eccovi oggi un video di un combattimento realizzato col sopracitato tool fra Homer e Peter Griffin.



Enjoy!
postato da: kobjing alle ore 14:24 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: ciak
domenica, 28 ottobre 2007

Il Re Triste - Parte III

Rieccoci all'appuntamento col Re Triste (per le parti I e II andate quì e qua oppure quò)
Questa volta la storia avanza poco: si conclude l'attacco al castello e nuovi personaggi si apprestano a entrare in gioco...



I fumi della battaglia visti dalla collina sembravano spirali di anime migranti verso il cielo.
Gran parte della corte del castello era in fiamme e la guardia reale, forte della guida illuminata del capo dei soldati, era riuscita a rompere l'accerchiamento e arretrava lentamente verso l'interno, come se ogni passo indietro fosse una sconfitta più dolorosa della morte.

Scintillati nelle loro armature macchiate di sangue, il manipolo di eroi resisteva compatto e ordinato nonostante la situazione psicologica avversa.
La mente superiore di quegli uomini garantiva loro di resistere alla furia caotica del popolo inferocito.

Mentre la massa nera avanzava verso la porta interna del torrione principale alcuni paesani se ne distaccavano attirati dall'idea di saccheggiare il più possibile mentre gli altri erano in combattimento.

La bramosia di ori di costoro, però, si rivelò più dannosa di un assalto di tarme ad un vecchio armadio in legno.
Pian piano, infatti, sempre più paesani si allontanavano dal gruppo in combattimento per esplorare le torri vuote da saccheggiare, indebolendo la formazione e concedendo sempre più vantaggio ai soldati.

Approfittando di questo momento di incertezza la guardia reale (i cui sopravvissuti si contavano ormai sulle dita delle mani) ripiegò entro le mura del torrione principale.
Chiuse le porte iniziarono a barricarle con mobilio e quant'altro.
Li raggiunse il re, vestitosi in armatura con la spada reale pronta ad essere sguainata.

"Sire" - disse il capo delle guardie - "la folla ha invaso le altre sezioni del castello, ormai combattere prolungherebbe di poco la nostra vita.
Non ha senso morire per questi zotici irriconoscenti,dobbiamo abbandonare il castello".

Il re rimase in silenzio.
Assorto nei pensieri della propria mente raggiunse lo stato di calma assoluta.

Mentre piccoli rigagnoli di elettricità passavano tra i neuroni del suo cervello il mondo intorno a se il mondo si aprì alla sua conoscenza.
Vide se stesso, all'interno della torre coi soldati.
Vide le pareti divenire trasparenti mentre il suo raggio visivo aumentava andando a cogliere il popolo in rivolta fuori dalle mura e persino le campagne circostanti con i terreni da poco coltivati e il villaggio abbandonato in fretta e furia dal popolo iracondo.

Come una fonte di luce che spazzava gradualmente via l'ombra, la visione del re giunse a rischiarare zone lontane, fin la sulla collina dove un cavaliere nero osservava gli eventi in corso...

Di botto il re ritirò i tentacoli visivi della sua mente, tornando nella sala della torre principale del castello.
In piedi di fronte a lui il capo delle guardie aspettava una sua decisione.

"Si, so cosa dobbiamo fare ora. Prendete i cavalli, verrete con me!"


To be continued...
postato da: kobjing alle ore 14:01 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: siamo tutti poeti
mercoledì, 24 ottobre 2007

Se l'ipod fosse dello zio Bill...

Gironzolando per la rete (in realtà mi è arrivato tramite una newsletter via mail senza alcuna fatica, ma la versione in cui cerco a zonzo nel web fa più "eroico") mi sono imbattuto in un simpatico video che analizza cosa sarebbe sucecsso se l'ipod fosse di Microsoft, in particolare si concentra sulla realizzazione del package.
Eccovi il risultato:

P.S: a scanso di flame nonostante il video ironico il sottoscritto apprezza molto Ms (a differenza dei molti denigratori di cui almeno la metà  critica solo perchè "lo dice l'amico nerd"), però effettivamente rispetto ad Apple è una filosofia diversa (con i suoi pro e i suoi contro ovviamente).

Io sono per il prendere i pro della tecnologia senza attaccarsi a patriottismi di bandiera, cellulare con windows mobile, musica su ipod; computer fisso con SO di zio Bill, portatile (quando lo avrò) con SO di cugino Steve.
postato da: kobjing alle ore 13:20 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: ciak
sabato, 13 ottobre 2007

Vrooooom

Ave genti,
di ritorno da Nizza Monferrato (dove si è tenuta l'ultima gara tempo libero dell'omonimo campionato di quest'anno) spendo qualche parola stanca a descrivervi brevemente la giornata e vi linko un po' di foto della gara.

Cronaca della giornata:

Dopo un set up del mezzo in fretta e furia (causa arrivo in ritardo ho saltato i primi 2 turni di libere) si va in pista col nuovo paraurti posteriore (rosso...le altre carene sono nere ma questo era l'unico che avevano al negozio) sperando che tutto fili liscio.
Ovviamente così non è e mi ritrovo con vibrazioni assurde e scodamento allegro nelle frenate più impegnative.
Torno ai box, sistemo il problema e riparo per le qualifiche.

Dato che so di non essere competitivo sia col mezzo (da sistemare) che col fisico (anche quello da sistemare) mi faccio le qualifiche tirando per 3 giri e poi vado tranquillo per risparmiare le gomme per la finale
Strategia: tenere un passo costante e cercare di superare qualcuno (i due davanti a me) e sperare nelle uscite degli altri.

Partenza (senza pre-finale, finale diretta) senza problemi, parto lento ma alla prima curva aggancio il gruppo e in due giri ne sorpasso due.
Nel frattempo uno davanti va fuori e mi faccio la mia garetta con uno dei due sorpassati che mi sta dietro (non a culo ma comunque vicino)

Verso metà gara però il motore inizia a perdere colpi, borbotta di più e perde fluidità.
a causa di ciò e di un paio di cambiate sbagliate quello dietro di me mi sfila il sesto posto e concludo settimo



Media allegati:
Cliccate sulla foto per la gallery:


postato da: kobjing alle ore 18:15 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: kart
mercoledì, 10 ottobre 2007

Categorie di guidatori: bestiario della strada

Ave o popoli,

tornando a casa dall'uni, dopo il consueto tratto in metro, mi ritrovo a percorrere il tratto cologno-villasanta in macchina.
Spesso e volentieri durante questo tragitto si possono osservare scene tragicomiche da traffico, con situazioni di guidatori incapaci, lenti, spericolati ecc...

Approfittando di alcune riflessioni tra me e me ho deciso di rendere pubblica la mia categorizzazione degli automobilisti.
Premesso che metterò da parte considerazioni sessiste o sull'età eccovi l'elenco

1) Illuminati: appartengono a questa categoria esseri umani dotati di capacità di guida di alto livello, riflessi pronti e una visione della strada, del mezzo proprio e degli altri mezzi fuori dalle righe.
Per questi individui strada e veicoli che la percorrono non sono entità fisiche ma formano un continuum di parametri che costantemente e ad un velocità altissima si riversano nella loro mente.

Essi non guardano solo la porzione di strada che stanno percorrendo e i veicoli vicini ma percepiscono e considerano un tratto molto più ampio, guardando (ad esempio) due macchine più in la oppure, nelle rotonde, calcolando tempi e posizioni approssimate dei veicoli in entrata/uscita, riuscendo a regolare la propria velocità in modo da entrare (quando possibile) nella rotonda in modo fluido e senza interrompere la marcia.
Fluidità, continuità e dominio della situazione a 360° sono quindi caratteristiche di questi esseri, che peccano solamente per una confidenza di se talmente elevata che, se non tenuta sotto autocontrollo costantemente, potrebbe indurli a una sottovalutazione della situazione.

2) Guidatori: i guidatori sono elementi che si collocano nella fascia della "gente che sa guidare".
Condividono (a volte leggermente in difetto) alcune caratteristiche degli illuminati ma hanno una visione più "di breve" e non fanno della guida una filosofia di vita.

3) Patentati: la stragrande maggioranza delle persone, guidano una macchina attenendosi in parametri che rientrano nella norma, non posseggono particolari peculiarità a meno delle sotto-classi che seguono.

a) Papponi: posseggono macchine dall'alto costo/prestazioni, pur essendo guidate da gente normale         che spesso le sotto-sfrutta o addirittura si comporta in modo dannoso per gli altri automobilisti.
Tipico esempio sono quelli che danno giù di gas nei rettilinei volendo superare gente che viaggia a velocità adeguate (notare che adeguate si intende in alcuni casi superiori a quelle massime consentite     dall'obsoleto codice della strada italiano) per poi frenare eccessivamente in curve che non sanno percorrere o trovarsi in crisi in situazioni dove è richiesta una capacità di guida superiore alla norma.

Da segnalare la sotto-sotto categoria delle "donne con fuoristrada": donne con macchinoni comprati apposta per coprire le loro incapacità alla guida (e quindi sfociano nella categoria 4) oppure per permettere loro di giustificare azioni scorrette perchè "tanto gli altri si fermano".
Avviso alla categoria: se incrociate una c3 nera e vi comportate in tale modo sappiate che non mi fermerò e, in caso fossi di buon umore e lo facessi, vi inseguirei fino alla morte prendendovi a bastonate!

b) Vecchi vecchi: il nome della categoria contiene il doppio aggettivo in quanto non voglio sostenere che i vecchi in generale sono incapaci di guidare ma che alcuni (forse molti) sono vecchi anche mentalmente (e forse lo sono sempre stati) e guidano con una lentezza esasperante compiendo manovre poco ponderate (o semplicemente eseguite con troppa lentezza) che risultano pericolose.

c) Neopatentati: anche in questo caso mi attengo alla dichiarazione iniziale, ovvero il fatto che non considero l'età distintiva per categorizzare.
Per neopatentati si intende dunque uno stile di guida che trova riscontro solo in parte nelle persone effettivamente "da poco patentate" in quanto è vero che gran parte di questi sono inesperti, impacciati e poco pericolosi ma è altresì vero che buona percentuale degli stessi guidava già prima di prendere la patente o è dotata di particolari abilità che la collocano in una gradazione superiore a molti guidatori da con tanti anni di esperienza sulle spalle.

4) Incapaci: (nome scientifico: emerite teste di @#§%&): quà rientramo nella gente che non sa guidare.
Secondo il sottoscritto gente di questo tipo dovrebbe uccidersi autoinvestendosi con la propria macchina.
Tali individui non sanno guidare, guidano malissimo oppure non conoscono il codice della strada.

Per arginare il problema proporrò (una volta diventato re del mondo) di dotare gli illuminati (categoria nella quale ovviamente rientro!) di missili  a ricerca sulle proprie vetture, in modo da detonizzarli ogniqualvolta li si incontri.


5) Non patentati: persone che guidano senza possedere l'autorizzazione legale (patente) per farlo. Di varie età e etnie, tra questi includiamo anche quelli che un tempo hanno posseduto la patente ma ne sono stati privati (come ammenda in seguito a infrazione) come ad esempio la Hilton (Paris per gli amici).
Casi eccezionali di questa categoria sono alcuni guidatori (bambini di 6-10 anni) che dimostrano una abilità di guida fuori dal comune...a questi darei la patente immediatamente e solo con un esame teorico anche in giovane età!
postato da: kobjing alle ore 14:43 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: sindrome da natale di massa
domenica, 07 ottobre 2007

Quando la carica non basta...

L'altro ieri, tornando dall'università in metro, mi è capitata una riflessione riguardo la carica della batteria del cellulare.

Il mio nuovo cell si mette a vibrare avvisandomi che la carica della batteria poteva non essere sufficiente e che ci sarebbe stata la possibilità di un arresto improvviso causa di perdita dati.

Questo evento ha fatto si che partisse nella mia mente la riflessione sul quanto mi importasse se il cell si scaricava quando non avevo possibilità di ricaricarlo e, come spesso capita quando un pensiero volatile pungola la mia mente, l'occasione della riflessione ha aperto la porta dei ricordi, lasciandone fuoriuscire alcuni legati proprio a questo tema.

Ecco alloranella mia mente l'immagine del mio primo cellulare, ottenuto in età avanzata (1° superiore) rispetto alla media odierna, un sony ericcson T28: lentissimo, piccolissimo, issimo. Ricordo anche che in quel periodo di scoperta di mobilità, alta reperibilità e di tutte le implicazioni sociali che ciò comportava (erano gli inizi del fenomeno sms che oggi si è assestato nella sua completa integrazione nella vita di tutti), temevo la fatidica "solo una tacca" in quanto comportava l'inesorabile spegnimento a breve di un mezzo di collegamento con il mondo.

Tirando le somme, 8 anni fa l'ultima tacca era temuta perchè lasciava dentro di me quella paura di non poter essere reperibile, la paura che uno dei miei amici mi cercasse per uscire e non riuscisse a trovarmi, la paura che la donna della tua vita decidesse di cercarti senza poterti trovare ecc : definiamola assenza funzionale legata alla funzione "garantire reperibilità".

Oggi.

Quando l'altro ieri, in metro, ho visto l'ultima tacca (su uno schermo dieci volte più grande di quello del famigerato ericcson T28) la prima cosa che ho pensato è che non ho pensato.

Un senso di panico (ovviamente ridotto e contenuto, giusto per farvi capire che non è che se mi si scarica il telefono muoio...) si è impossessato di me.

Non era panico per mancanza di reperibilità: ho un altro telefono e anche quando me ne porto uno solo in giro non mi preoccupa ciò.

Era la mancanza di poterlo usare per collegarmi col mondo il problema. Il flusso di comunicazione in ingresso dal mondo a me era diventato secondario e meno importante di quello in uscita da me (tramite il cellulare) al mondo.

Certo, potevo sopperire a tale mancanza con l'altro telefono, ma l'altro telefona solo. E da tempo ho smesso di "telefonare solo", anzi, telefono pochissimo!

Potevo controllare un'ora dopo, a casa, se era arrivata la mail di conferma disponibilità per la casa di capodanno, ma sentivo l'esigenza di quella informazione subito, potevo segnarmi su carta i reminder (per chi non lo sapesse la mia memoria è veramente pessima) delle attività da fare in questi giorni (es: organizzare e stampare materiale delle lezioni, chiedere info sul tirocinio, lavare la macchina, chiedere accessibilità di un ristorante, organizzare una uscita ecc...) ma questo avrebbe comportato una perdita di tempo quando avrei dovuto ritrasferirle sul mio telefono, segretaria portatile.

Perdendomi in tali pensieri, a poche fermate da cologno centro, ho realizzato che l'ultima tacca crea conseguenze diverse da quelle di 8 anni fa: l'assenza esclusivamente funzionale (mono-funzionale) è diventata assenza polifunzionale e l'integrazione di queste funzioni nella vita quotidiana l'ha trasformata in assenza esistenziale.

E quell'ultima tacca fa si che in macchina debba avere un caricatore usb da accendisigari per garantirmi una maggiore copertura di ricarica e che debba, prima o poi, dotarmi di una seconda batteria di emergenza.

Tutto questo solo per una tacca?


postato da: kobjing alle ore 13:18 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: relative thoughts

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